Momento di realismo e di pessimismo tra i nostri lettori

3 SET 14
Ultimo aggiornamento: 02:08 | 7 AGO 20
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Al direttore - Giannini vuole trattare allo stesso modo il capo del governo e quello dell’opposizione. Ha una passione per il bondage.
Maurizio Crippa
Al direttore - Le sorti del paese appese alle parole intercettate di Totò Riina in carcere. Aveva, ha, ragione Sciascia. La mafia dell’antimafia.
Frank Cimini
Al direttore - A volte si ha l’impressione che Matteo Renzi, come farebbe ogni italiano medio under quaranta cresciuto a merendine e televisione, basi sinceramente la propria azione di governo sul solo ruolo delle immagini. In questo sì è davvero innovativo. Si è sempre pensato che il vero potere si dovesse esercitare in modo occulto, con un duro lavoro di retrobottega che portasse a risultati concreti, quelli sì spendibili all’esterno. Pare invece che secondo lui valga l’esatto contrario: si parte da strategie rappresentate per ottenere i risultati concreti. Non pubblicizzi i posti di lavoro che hai creato, ma il percorso con cui intendi crearli. Metodo la cui efficacia si potrà verificare a breve termine, ma che è senza dubbio l’esito di una radicale riforma della natura del consenso politico. La reazione di fronte a un elettorato volatile, che fonda le proprie scelte su opinioni che non necessitano di controprove. Un certo Silvio Berlusconi lo aveva capito con venti anni di anticipo. Sarà più possibile tornare indietro?
Marco Lombardi
Al direttore - Ma che fine ha fatto la sorprendente primavera europea, esplosa nelle urne del Vecchio continente, dopo le scorse elezioni? Soffocata nel fumo delle vecchie e farraginose logiche. Polverizzata dal maglio dei poteri costituiti, delle alleanze consolidate e degli egoismi spietati. D’altra parte, tutte le recenti “primavere” hanno deluso gli entusiasmi e le aspettative suscitate, a cominciare dal Nordafrica. E, come non bastasse, anche l’estate qui da noi ha fatto cagare.
Rodolfo Maida
Al direttore - A proposito della Piccola posta di ieri. L’assenza di qualunque aiuto da parte italiana per i turcomanni è un fatto increscioso. Dispiacere è termine gentile, vergogna lo ritengo più adatto. La conclusione di tanta inesistenza in politica estera, è evidente da troppo tempo per essere sottaciuta. Dobbiamo prendere atto che il paese non esiste. Non vorrei citare i Marò e Battisti, ma la Libia sì. Questo paese ha chiesto aiuto internazionale contro il califfo libico. Nessuna risposta internazionale, passi. Nessuna risposta italiana che, al netto della controversia su Mare nostrum o Frontex, dovrebbe agire per salvaguardare petrolio e gas, con azioni mirate; cioè bombardare le postazioni del nascente Califfato sotto casa. Niente. Qualcuno, a me non interessa molto, si balocca con la nuova Lady Pesc, funzione che per definizione è paragonabile a un’ong. Inutile quanto costosa. Il governo di un paese non si regge con le slide e ha rispetto internazionale e nazionale se agisce. Nessuno si lamenti se le spinte separatiste si faranno sentire.
Franco Bolsi
Al direttore - A Renzi diamo ancora l’opportunità d’incassare una riforma elettorale che consenta di governare prima di perdere il consenso. Forse dovrebbe apertamente dirlo che solo con una diversa maggioranza sarà possibile fare approvare le riforme che rendono l’Italia un paese efficiente. Ricordiamalo. Nel 1974 con l’Italia che batteva moneta, avemmo bisogno di liquidità, la trovammo in Germania, ma a garanzia i nostri treni dovettero portare fisicamente in Germania 600 tonnellate di lingotti d’oro, il 25 per cento del nostro oro, e per certo i tedeschi vollero anche controllare il peso. Ma finiscono anche i lingotti e i soldi degli altri.
Alberto Fariano
Al direttore - Sbaglierò, ma ho l’impressione che circoli nella chiesa un’idea un po’ parziale della misericordia. Che fa tutt’uno con una visione altrettanto parziale del fatto cristiano in quanto tale (e di conseguenza della missione della chiesa). Cristo non è venuto a predicare l’amore di Dio e basta. Cristo è venuto a salvare gli uomini, predicando sì l’amore di Dio ma ai peccatori, cioè a ogni uomo che ha camminato, che cammina e che camminerà sulla faccia della terra dal momento, come dice san Paolo, che “tutti hanno peccato”. Con un cristianesimo di sola Caritas, che non sia cioè una Caritas in Veritate, si rischia di ritrovarci le chiese e le piazze un po’ più piene per un rinnovato legame con la chiesa cattolica, ma di gente che non ha nessuna intenzione di cambiare vita perché tanto Dio è misericordioso. E poi, se è per questo anche Allah è misericordioso.
Luca Del Pozzo
Già.